Bruno Raschi


a sinistra, Angelo Bertani


a destra, Eugenio Bersellini


a sinistra, Marco Pastonesi


Eugenio Bersellini


Marco Pastonesi


a sinistra, Beppe Conti


la nipote di Bruno Raschi


i nostri rappresentanti


Pierluigi Ferrari e Lodovico Bigliardi


il sindaco Salvatore Oppo


Savino Acquistapace cugino di Bruno Raschi


Bersellini, Conti e Ponzini

 

 


Venerdì 02 maggio 1983 il giornalismo italiano perdeva un suo indimenticato protagonista: Bruno Raschi. A distanza di 25 anni dalla sua scomparsa, il ricordo di Bruno Raschi rimane forte nella memoria dei veri appassionati di ciclismo, dei colleghi giornalisti e non ma soprattutto di coloro che hanno avuto l’opportunità di conoscerlo e nei casi particolari, di costruire con lui un’amicizia.

L’operato del Ciclo Club Imbriani, ora è portato a termine celebrando il 25° anniversario della scomparsa, a pochi giorni da “La Bruno Raschi” e possiamo affermare che abbiamo orgogliosamente fatto la nostra parte nel ricordare il più illustre cittadino di Borgotaro. Nel tardo pomeriggio di venerdì 02 maggio, alle ore 17:30 la messa commemorativa celebrata dal parroco di Borgotaro Don Angelo Busi ha voluto ricordare la scomparsa di Raschi secondo la più semplice tradizione. Una nota vorremo proprio farla su quella affermazione che ha creato tanto orgoglio ai rappresentanti del Ciclo Club Imbriani quando un conoscente – amico di Bruno Raschi (mi scuso per la vaghezza nel riportare il fatto) ha domandato a Pierluigi Ferrari chi fossero quei ragazzi vestiti con la divisa da corridore. Con tono deciso, il vicepresidente della provincia di Parma ha scandito una frase che non dimenticheremo mai: “sono gli eroi de “La Bruno Raschi”. In quel momento, è salita forte una sensazione di appagamento che ha fatto dimenticare le fatiche ancora vive nei ricordi di chi “La Bruno Raschi” l’ha vissuta intensamente. Il giorno lavorativo ha impedito che la chiesa risultasse gremita ma rivolgendo lo sguardo a destra e poi a sinistra lungo la navata di San Antonino, si scorgevano molti visi noti, segnati dal tempo, quasi a voler testimoniare che loro, Bruno Raschi, lo hanno conosciuto ed il ricordo è ancora fresco nella memoria.

Dopo una assai breve celebrazione eucaristica, ci siamo spostati al “Museo delle Mura” dove ha avuto inizio il consiglio comunale straordinario, presieduto dal sindaco di Borgotaro Salvatore Oppo. Il clima era evidentemente quello delle occasioni più importanti visto il brulicare dei fotografi intenti ad immortalare i momenti significativi, il sindaco indossava la fascia tricolore ed una rappresentante della polizia municipale custodiva lo stendardo del nostro comune. In fondo alla sala, di fronte al pubblico intervenuto, su di un telo bianco scorreva una sequenza di immagini che immortalavano alcuni dei momenti più significativi della vita di Bruno Raschi. Nel sottofondo le voci di Pierluigi Ferrari, poi quella del sindaco di Berceto Lodovico Bigliardi ed ancora quella dell’assessore Malucelli hanno accompagnato lo scorrere delle diapositive, contribuendo con ricordi nostalgici e sinceri a ricordare la grandezza del personaggio che fu Bruno Raschi. In sala, anche due illustri giornalisti; Beppe Conti (Tuttosport) e Marco Pastonesi (La Gazzetta dello Sport) hanno impreziosito la commemorazione di un collega indimenticato. In tarda serata, la visita al campo santo di Borgotaro ha concluso in un rispettoso silenzio la commemorazione. Achille Perazzi e Angelo Bertani non hanno bisogno di presentazioni per la concretezza che hanno dimostrato al ciclismo valtarese, depositando ai piedi della lapide, della famiglia Raschi, una composizione di fiori gialli.

Personalmente non posso esprimermi sulla vita di Bruno Raschi se non in base alle poche informazioni raccolte grazie alla sorella Anna ma viene spontaneo dire che la vita di un personaggio così importante non deve essere stata fra le più comuni se penso che a distanza di un quarto di secolo il ricordo di un interprete così sincero, affettuoso ed appassionato dello sport più complesso ed affascinante del mondo, è ancora vivo in tutti coloro che lo hanno letto e conosciuto e soprattutto nelle nuove generazioni che oggi cercando di custodire un sorta di eredità dal valore inestimabile per la crescita delle persone.

Daniele,
22 maggio 2008

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